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Lecce ed il Salento: un gioiello barocco.

Scopriamo insieme alcuni dei luoghi più belli e caratteristici della Lecce barocca, la capitale del Salento


Piazza Mazzini

Situata nel centro commerciale di Lecce, Piazza Mazzini è stata da sempre la piazza delle più importanti manifestazioni e degli incontri culturali del Salento, come quello del 1956 in occasione del Congresso Eucaristico Internazionale che richiamò nell’immenso spazio di Piazza Mazzini ben trecentomila persone, da cui l’altro nome della piazza: “Piazza Trecentomila”. Nasce in seguito all’espansione di Lecce verso l'architettura del XX secolo, in contrasto netto con gli antichi edifici e vicoli del centro storico di Lecce. Piazza Mazzini è arricchita da una serie di alberi che ne riprende il perimetro esterno ed ha al centro una grande fontana in pietra con la sua maestosa e semplice plasticità.

Piazza S. Oronzo

La piazza più importane di Lecce è oggi il risultato delle stratificazioni che si sono accumulate nei secoli e che hanno prodotto un insieme di stili diversi che convivono . In antichità Piazza Sant'Oronzo presentava una diversa planimetria, quando lo spazio dell’Anfiteatro Romano era nascosto dalle botteghe ottocentesche. In seguito agli scavi archeologici dei primi del '900, il piccolo borgo venne abbattuto per portare alla luce l’antico Anfiteatro. Dal 1656 è stata intitolata al Santo Protettore di Lecce, S. Oronzo appunto, dopo la tremenda epidemia di peste abbattutasi sull’intero regno di Napoli e che secondo gli abitanti di Lecce era stata risparmiata per intercessione dello stesso Santo.

Il Duomo

Il fulcro della vita religiosa di Lecce è collocato in piazza Duomo, nel cuore della Lecce Vecchia a due passi da Piazza S. Oronzo. Piazza Duomo comprende una serie di monumenti che si affacciano tutti intorno alla splendida Piazza: la cattedrale del Duomo, i palazzi del Vescovado e del Seminario, il Campanile. A causa dell’insolita posizione laterale del fronte del Duomo rispetto all’unico ingresso alla piazza, è stato sviluppato artisticamente il lato sinistro dell’edificio posto di fronte all’unica entrata nel sagrato, trasformandolo nella veduta principale che accoglie i visitatori. La costruzione originaria del Duomo fu voluta dal Vescovo Formoso nel 1144, circa un secolo dopo, nel 1230, il vescovo Volturio volle eseguire alcuni lavori di ristrutturazione, ma nel 1659-70 fu totalmente ripristinato dal vescovo Pappacoda, che affidò l’incarico a Gustavo Zimbalo, in quegli anni impegnato anche ad edificare lo splendido campanile ivi adiacente. Solo dopo aver ammirato questo stupendo trionfo del barocco leccese, lo spettatore può spostarsi fisicamente nell’immenso spazio della piazza per scoprire passo dopo passo l’altro ingresso, che sorprende di primo impatto per il suo stile sobrio e raffinato, quasi a equilibrare gli sfarzi decorativi del lato sinistro della chiesa.

La Basilica di Santa Croce: l'esplosione del Barocco Leccese

La Basilica di Santa Croce è una tra le chiese più rilevanti e ammirate di Lecce, ma ha avuto dei natali un po’ travagliati. La prima pietra fu posta nel lontano 1353 ma la sua costruzione si interruppe quasi subito a causa della morte del suo mecenate, Gualtiero Di Brienne. I lavori ripresero solo nel 1549 ad opera dei più importanti architetti salentini dell’epoca: Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna, appoggiati nell’esecuzione dai maggiori maestri scalpellini e intagliatori della zona di Lecce.La Chiesa di Santa Croce fu terminata solo nel 1699 e porta su di se i segni del passaggio di questo lungo lasso di tempo. Basti osservare la facciata principale, un organismo plastico complesso, che presenta accostati elementi tipici del Rinascimento Cinquecentesco ad esuberanti fantasie barocche, il tutto in un armonioso complesso architettonico di innata bellezza e di grande prestigio per arte barocca del Salento. Gabriele Riccardi completò nel 1582 l’ordine inferiore della facciata. Delimitata in alto con una trabeazione decorata con telamoni umani e felini, questa parte del prospetto è caratterizzata dalla suddivisione degli spazi per mezzo di sei colonne liscie. Qualche anno dopo, nel 1606, spettò a Francesco Antonimo Zimbalo la realizzazione del portale maggiore che, con la sua doppia coppia di colonne corinzie e con in alto lo stemma di Filippo III di Spagna, attorniato da quello di Maria D’Enghien sulla sinistra e di Gualtiero VI di Brienne Duca di Atene sulla destra, condiziona fortemente lo spazio circostante. Sulle due porte laterali, invece, vi sono gli stemmi di Santa Croce e dell’Ordine dei Celestini, il cui convento affianca e prolunga la chiesa.

Castello di Carlo V

Il castello Carlo V a Lecce è nato per volere di Re Carlo V che ordinò nel 1537 all’architetto salentino Gian Giacomo dell’Acaya, di costruire una fortezza sul pre-esistente castello medievale dell’epoca di Re Tancredi. Purtroppo per far ciò furono rasi al suolo il Monastero Celestino di Santa Croce e la cappella della Santa Trinità. In ricordo e in onore di queste costruzioni furono intitolati a loro nome due bastioni delle mura. I lavori di costruzione del Castello iniziarono nel 1539 e solo dieci anni dopo furono terminate le cinta murarie e i bastioni, per poi passare alla costruzione e alla decorazione degli ambienti regali interni. Un tempo l’ingresso principale, con in alto lo stemma lapideo di Carlo V rivolto a nord-est e, sul lato opposto, l’entrata secondaria che in origine dava accesso alle campagne, erano entrambi protetti da ponti elevatoi. In passato utilizzato come distretto militare, il Castello, attualmente, è la stella di punta del circuito culturale della città di Lecce e del Salento che, lo ha rivalorizzando in ogni suo aspetto e funzione, trasformandolo in suggestiva scenografia per eventi culturali di vario tipo, dalle mostre artistiche alle manifestazioni eno-gastronomiche, da centro di divulgazione delle tradizioni e delle ricchezze locali a luogo dove il turista si rivolge per avere informazioni.


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